Parole e Pois

Vita privata e lavoro: il precario equilibrio del freelance

vita privata e lavoro per freelance

Scrivo questo articolo dopo un periodo della mia vita in cui il privato e il lavoro hanno fatto spesso a cazzotti. Ma, alla fine, ho comprato un lecca-lecca a entrambi.

E ora tutto va molto meglio.

Lavoro > Vita privata

Il lavoro è una questione centrale nella nostra vita.

Ci rende indipendenti, capaci di badare a noi stessi, realizzati e soddisfatti. È un diritto, ma anche un dovere. È una parte di noi a cui non possiamo rinunciare – a meno che tu non abbia grattato il biglietto giusto.

Ma può, questo lavoro, mangiarsi a gran bocconi la nostra vita privata?

No. Non può rubargli tempo e non può rubargli spazio.

Un lavoro che ci impedisce di vivere appieno i momenti che noi vorremmo dedicare a noi stessi, o al nostro compagno/a o alla nostra famiglia, non è un lavoro che ci fa bene.

L’ho capito sulla mia pelle, quando lavoravo senza orari e quando, soprattutto, ci sono quei periodi in cui un progetto o un’azienda occupa la mia mente e la mia bocca anche nei momenti di relax.

Impariamo a mettere nella casella giusta tutto ciò che riguarda il nostro mestiere. E lasciamo tutto lì.

Vita privata > Lavoro

Io ho una regola non scritta: mai lavorare con i parenti.

Detta così, può sembrare molto brutta. Non ho problemi con la mia famiglia, vado d’accordo con tutti, ma la sovrapposizione tra vita privata e lavoro può creare situazioni spiacevoli.

Ho assistito diverse volte a rotture di amicizie e rapporti duraturi a causa del lavoro.

Ecco, creare un buon rapporto con le persone con cui lavoriamo è fondamentale, altrimenti le nostre giornate diventano un vero e proprio incubo. Ma “la troppa confidenza fa sempre la mala creanza”.

Rispettiamo gli spazi e le distanze. Non solo in era Covid.

Vita privata + Lavoro

In questo 2021 sono diventata una moglie.

Contro ogni pronostico, contro i risultati dei mille test di Cioè e delle mille margherite abbandonate senza petali, ho trovato La Persona.

Per me il matrimonio è stato un momento di gioia, di festa, il coronamento di una fase e l’inizio di una nuova era. Una giornata da condividere con chi ci ha creduto insieme a noi, in questa storia che sembrava impossibile, e con chi con noi ha guardato al futuro.

In questo 2021, però, ho anche lavorato.

Ho lasciato indietro alcuni progetti, ho rafforzato la mia presenza in altri, ho studiato, ho fatto esperienze, ho scritto di cucina. Ho fatto tante cose e a volte è stato bellissimo, a volte molto stressante.

Il matrimonio non ha toccato il mio lavoro, e il mio lavoro si è tenuto a debita distanza dal matrimonio.

È stato facile? No.
Ho dovuto rinunciare a qualcosa? Forse sì.
Ho incastrato le mille cose da fare in un Tetris pazzo? Sì!

Dopo anni di freelancitudine, ho gestito il secondo periodo più intenso della mia vita personale – sì, un paio d’anni fa abbiamo sistemato casa e anche lì ce ne sono state delle belle – senza ansia, se non quella dovuta alla pandemia.

Con tanta organizzazione e dei colleghi disponibili e comprensivi, sono riuscita a lavorare sempre con la stessa voglia ma anche a staccare la spina e godermi quelle giornate dedicate a noi. Completamente.

Qualche consiglio?

• Se un progetto, un team, un cliente ti fa stare male… mollalo. Le tue giornate, il tuo umore, la tua vita privata miglioreranno subito.

• Stabilisci orari di lavoro e week-end liberi. Anche se sei freelance devi avere delle regole, per te e per gli altri.

• Quando non stai lavorando, silenzia le notifiche e non installare tutte le app che usi alla scrivania sul tuo cellulare. Stacca, ma davvero.

Lo so, non è così semplice farlo. Ma basta iniziare, e non tornerai più indietro.

Parola di freelance sopravvissuta a un matrimonio.

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