Parole e Pois

Storie vere di fallimenti per superare giornate difficili

mano con scintille in acqua simbolo di storie di fallimenti

Per alcuni è il lunedì, per altri il venerdì. A volte è la giornata che pensavi sarebbe andata liscia come l’olio, e che poi si trasforma in una melma che ti risucchia.

Le giornate difficili capitano a tutti, freelance e non – però forse a noi un pizzichino di più.

Ho pensato allora, di cercare un antidoto al pessimismo e alla rabbia di questi momenti. L’ho trovato nelle storie di chi ha avuto giornate davvero dure, ma poi ha raggiunto cime mai toccate prima.

Harrison Ford costruiva armadi in casa di George Lucas

Era un falegname autodidatta a quasi trent’anni, e faceva grosse difficoltà a prendersi cura della sua famiglia. Poi, un cliente speciale.

Harrison Ford stava lavorando a casa di George Lucas, quando il regista gli offrì un ruolo secondario in American graffiti. Sei anni dopo, l’attore entrò nell’Olimpo del cinema come Han Solo in Star Wars, altra creatura del suo cliente molto molto speciale.

Chissà che non capiti anche a te di fare un incontro unico.

Michael Jordan era troppo basso per entrare in squadra

Una delle leggende del basket: eppure, anche se amava questo sport fin da bambino, Michael si sentì dire da molti allenatori di essere troppo basso.

Forse, dopotutto, non era proprio così poco dotato. Jordan non si perse d’animo e alla fine vide nascere una carriera sfolgorante.

Magari pensi di non avere tutte le carte in regola per affrontare quel lavoro o raggiungere il tuo sogno. Be’, forse non è proprio così.

J.K. Rowling scrisse Harry Potter con una vecchia macchina da scrivere

Cresceva un figlio da sola, divorziata, squattrinata e con crisi depressive. Ma aveva un punto di forza, la sua grande fantasia e il suo talento di scrittura.

Scrisse il suo capolavoro con una strumentazione non proprio all’altezza: non potendosi permettere di stampare il manoscritto, batté più di 9.000 parole a macchina per presentare la sua creatura all’editore.

Morale? Se hai un grande talento, puoi cavartela anche senza mezzi “potenti”.

Walt Disney non aveva immaginazione

Proprio così. Walt perse il suo lavoro al Kansas City Star, un giornale, perché non aveva buone idee.

Il suo primo studio di animazione finì in bancarotta e chiese ben 302 volte i finanziamenti per la sua Walt Disney Company. Oggi è IL cinema d’animazione.

Non perdere di vista l’obiettivo e accetta le critiche costruttive.

Stephen King gettò nella spazzatura il suo romanzo Carrie

Il maestro della scrittura e dell’horror vide rifiutare il suo best-seller Carrie per ben 30 volte prima di vederlo pubblicato. E una di quelle volte, in preda alla disperazione, lo gettò nel cestino.

Stephen King veniva da una famiglia povera, era un insegnante e, per arrotondare, scriveva racconti brevi da vendere alle riviste. Oggi i suoi libri vendono più di 350 milioni di copie.

Forse questo semplicemente non è il momento giusto. Ma non cestinare quel lavoro!

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