Parole e Pois

Partire con la partita iva: ti racconto la mia esperienza

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Mesi di riflessione, di pro, contro, paure, slanci di entusiasmo: questo accompagna quella fase nella vita di molti giovani lavoratori che si sentono ripetere quelle parole – «Non possiamo assumerti, ma possiamo collaborare» – e che iniziano a valutare l’opzione dell’indipendenza. La Partita Iva.

La mia Partita Iva

La mia esperienza post-università è stata molto fortunata: a soli due mesi dalla laurea sono stata presa per un tirocinio grazie a un’iniziativa europea, che non è stata altrettanto feconda per molti amici che, come me, l’avevano tentata.

Curriculum, documentazione, colloquio: iniziamo! Un rimborso spese nemmeno malaccio per essere l’inizio, e soprattutto un ottimo studio, con persone umane, preparate e che non mi hanno mai schiavizzata, anzi mi hanno insegnato molto.

Sono stata lì quasi un anno, tra mesi di stage e piccoli lavoretti di strascico, e ho imparato le basi del mestiere, fatto corsi, sperimentato cose nuove.

Passato questo momento, aiutata dai miei tutor, ho iniziato a fare colloqui, a presentarmi per piccoli ruoli scoperti in altre agenzie di comunicazione o in aziende. Ma il fantasma della Partita Iva ha iniziato ad aleggiare su di me: nello studio ero circondata da liberi professionisti, le aziende volevano fatture, e io ero bloccata in un vortice.

A quel punto puoi solo continuare a sognare di avere, un giorno lontano, un contratto tradizionale, oppure puoi decidere di tirarti su le maniche e tentare.

Una scelta complicata

Non è stato facile per me, non è stato facile per molti altri miei coetanei che si sono trovati nella stessa situazione: pensare di doversi reggere sulle proprie gambe, di essere sottoposti a un controllo dello Stato che non è proprio piacevole, ma soprattutto pensare di essere, in qualche modo, soli. La responsabilità, l’accollarsi oneri e onori di clienti, lavori, doversi fare da titolare, segretaria, assistente e recupero crediti.

Per carattere non sono mai stata un tipo pieno di sé, amante dell’attenzione e dell’auto-commiserazione – anche aprire questo Blog per me è stato un obiettivo raggiunto in mesi di riflessioni -, ma quando ti guardi attorno capisci che sei immerso in una giungla, che comunque qualcuno sta credendo in te e quindi devi farlo anche tu se vuoi sopravvivere.

E così è arrivata la mia piccola Partita Iva, i lavoretti, i contatti, ancora preoccupazioni, slanci di entusiasmo e telefonate non piacevoli del commercialista. Pensare al futuro fa paura, pensare ai progetti, a figli, famiglia, ma investire su se stessi è forse la scelta migliore che si possa fare oggi.

Spero solo che prima o poi il nostro Paese si renda conto di quanti siamo, di quanto lavoriamo e di quanto poco siamo tutelati.

Per ora, tornando indietro, devo dire che rifarei la stessa scelta. E tu? Sei anche tu una Partita Iva?
 Scrivimi e raccontami la tua esperienza.

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