Parole e Pois

Essere freelance seguendo gli insegnamenti di Marie Kondo

scrivania che segue gli insegnamenti di Marie Kondo

Marie Kondo è ormai diventata famosissima e, con lei, i suoi consigli per l’economia domestica e l’interior design.

Ma se applicassimo alcune delle sue regole auree all’essere freelance, cosa verrebbe fuori?

Proviamo insieme.

Tenete tutto ciò che vi rende felici.

E qua mi dirai, “ti pare facile?”

Non proprio, ma effettivamente dovrebbe essere questo il mantra da seguire.

La guru dell’ordine, infatti, propone innanzitutto una fase di decluttering: in poche parole, un processo di eliminazione di tutte le cianfrusaglie che non servono.

Per distinguere cosa può essere ancora utile e cosa non più, la gioiosa Marie sfrutta diverse tecniche: una di queste preme il pedale sull’emotività. In poche parole, se un oggetto magari inutile e di poco valore ti manda vibrazioni positive e ti rallegra, tienilo; se un candelabro di grosso valore ti mette tristezza e ti porta sentimenti negativi, gettalo subito.

Proviamo a traslare sull’essere freelance: oltre alle paperette magnetiche da scrivania – che io ho e, giuro, mi rendono felice – valuta lavori e clienti con cui devi avere a che fare ogni giorno.

Se uno di questi innesca importanti flussi negativi sul tuo umore, ne vale davvero la pena di continuare a tenerlo su?

Createvi un’alcova.

Un porto franco, di questo parla la Kondo.

Uno spazio, un angolo in cui rifugiarsi per rilassarsi, in cui magari posizionare gli oggetti a cui sei più affezionato.

Nel lavoro, potresti seguire un progetto che coltivi da tanto, dedicare un pomeriggio allo studio di una materia che ti appassiona, o semplicemente riservare un’ora al giorno alla lettura.

Sarà il tuo power spot, come dice la nostra Marie, in cui ricaricare le batterie interiori.

Una collocazione precisa per ogni cosa.

E infine, non spostare continuamente gli oggetti: dai loro dei posti fissi. Su questo, non so voi, ma io sposo in pieno la teoria della guru!

Sull’aspetto professionale è un po’ più complesso, ma ha gli stessi effetti.

Un cliente è un cliente, va messo nella cassettiera; non farlo diventare un amico, altrimenti si posizionerà in bella vista sul mobile della tv e – a parte che non ci sta un granché bene – non saprai più dove trovarlo e come arginare le sue richieste.

Insomma anche se, come me, non sei ancora in grado di piegare gli abiti come origami, potresti prendere qualcosa di buono per il tuo lavoro da freelance proprio dagli insegnamenti di Marie Kondo.

E ora vado giusto a buttare qualche vecchia cianfrusaglia.

Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo con i tuoi colleghi freelance che avrebbero bisogno di un po’ di decluttering!

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