Parole e Pois

Imagineering: il processo creativo di Disney

pancake Disney mentre si pratica imagineering

Come faceva il caro vecchio Walt a ideare i suoi mondi fantastici e incantevoli?

Be’, sto per rompere la magia. Nessuna illuminazione divina. Anche il Signor Disney aveva un metodo, l’imagineering, e potrebbe tornare utile anche a te.

Creatività e regole

L’avevo già fatto su questo blog, rovinare l’immaginario di molti, quello che dipinge i “creativi” come persone elette in grado di venire colpite da idee uniche.

Ma se pensiamo che anche una delle figure più geniali del XX secolo aveva un suo iter creativo, fatto di studio, intuizioni e razionalità, forse dovremmo farcene una ragione.

La creatività è una delle più grandi potenzialità del cervello umano, che permette di risolvere problemi e progredire, oltre che addolcire concetti e intrattenere. Ecco, allora, come gestiva questo potere il mio adorato Walt Disney.

Cos’è l’imagineering?

La fusione delle parole imagination ed engineering: il creatore del Cartone Animato per eccellenza diede questo nome al suo processo creativo, che gli permetteva di trasformare i suoi sogni in realtà.

Una vera e propria strategia, studiata e teorizzata anche da Robert Dilts, uno dei maggiori coach di Programmazione NeuroLinguistica a livello mondiale.

Partiamo per questo viaggio nelle storie e nelle idee, attraversando le 3 fasi principali di cui si compone.

1. Il sognatore

Comincia dal sogno. In questo primo momento non ci sono limiti, l’unica cosa che conta è generare idee, desideri, visioni.

Non farti troppe domande, mettiti comodo e inizia ad immaginare, senza filtri né giudizi.

Cosa stai sognando?

2. Il realista

Ora torna con i piedi per terra e vesti i panni della persona più pragmatica e realista.

Riprendi i sogni e le idee che avevi elaborato senza freni, nella fase precedente, e inizia a chiederti se possono trasformarsi in realtà.

Concentrati sul come, sulle azioni concrete per rendere tangibile la tua intuizione: rimbocchiamoci le maniche, cosa c’è da fare?

3. Il critico

E ora, diventa il peggior nemico di te stesso.

Tira fuori tutti gli aspetti poco chiari, poco credibili o facilmente attaccabili. Mettiti nei panni dei destinatari della tua idea, della tua comunicazione, del tuo progetto, considera le possibili reazioni e le necessità di queste persone.

Ti avverto, molte idee non sopravvivono a quest’ultima fase. Altre, invece, possono trovare nuova forza e venir di nuovo integrate riprendendo il processo dall’inizio.

Ok, ma non siamo tutti Walt Disney

Senza dubbio Disney era un uomo dalla fantasia incontenibile, la sua immaginazione era la sua forza.

Riusciva a vedere nella sua mente l’intera pellicola, ad avvertire le sensazioni di ogni personaggio, a rivedere ogni singolo passaggio come se fosse reale: i disegnatori creavano i protagonisti del film proprio in base alle sue sensazioni e a un racconto complesso della storia. Solo dopo questa prima idea, Walt iniziava a valutare realmente il progetto e a giudicarlo come il peggior critico cinematografico – nel suo caso, i piccoli giudici.

Certo, noi non facciamo diventare realtà sogni di principesse, draghi e streghe cattive. Ma aiutiamo i nostri clienti a dare vita ai loro sogni quotidiani, professionali e personali.

Quindi, forse, l’imagineering di Walt potrebbe tornare utile anche a noi.

PS. Se non l’hai ancora fatto, DEVI vedere questo!

Condividi questo articolo con qualcuno che crede ancora nelle illuminazioni divine!

Lascia un commento
*
*
*

INSTAGRAM