Parole e Pois

Le 10 regole della comunicazione con il cliente

comunicazione con il cliente

Io e te ci occupiamo di comunicazione ogni giorno, ma come comunichiamo con il nostro cliente?

Già, perché saremo anche ferrati nella gestione per brand e professionisti, ma quando si tratta di noi cadiamo nei tranelli del cliente-amico e del solo-per-questa-volta.

Ho stilato allora una piccola lista delle regole di base per la comunicazione tra professionista e cliente. La sto stampando e la incollerò sulla mia scrivania.

Il decalogo

  1. Scripta manent. Le cose importanti vanno scritte.
  2. È buona educazione rispondere sempre alle mail, anche banalmente per confermare che l’abbiamo ricevuta e letta. (Ma forse questa regola va fatta presente più a colleghi e collaboratori!)
  3. L’oggetto della mail dovrebbe essere una frase di senso compiuto. Altrimenti le opzioni sono due: la perdi o ti mette ansia. O magari prima ti mette ansia e poi la perdi.
  4. Il telefono solo in caso di vita o di morte: le chiamate devono essere centellinate e usate solo in casi urgenti.
  5. Ah, le urgenze di solito non esistono. Sono rari i casi in cui è possibile usare questa parola. Mai – mai! – va scritta in maiuscolo.
  6. Le telefonate vanno fatte comunque sempre in orario lavorativo, nei giorni lavorativi e non a ore pasti. Il cibo richiede la massima attenzione.
  7. WhatsApp è il male: se proprio avete bisogno di comunicazioni istantanee, propendete per una chat dedicata solo a quello (come Slack).
  8. Per discutere e fare riunioni fissiamo delle call. La durata media dovrebbe essere 30 minuti, 1 ora per le sedute che comprendono l’ipnosi.
  9. Non si usano i social per comunicare. Quelli servono al Buongiornissimo e all’indignazione.
  10. Il cliente va ascoltato. Ma mai attraverso un vocale!

Fissare le regole

Queste regole sono dedicate a te, freelance e professionista. Non al cliente.

Sì, perché è nostro il compito di educare le persone con cui lavoriamo a una certa modalità di collaborazione. I famosi paletti dobbiamo metterli noi, spiegando al cliente qual è il nostro metodo e quali sono le nostre necessità.

Non cediamo agli occhi dolci e a quel vocale che forse, magari, può darsi che sia successo qualcosa. Potrebbe risentirne la qualità del nostro lavoro e, soprattutto, il nostro tempo ha un valore.

Difendiamo, sempre, il nostro diritto alla disconnessione. Sacrosanto.

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