Parole e Pois

Morning Pages. Istruzioni per l’uso

caffè e scrivania di persona che scrive morning pages.

Premessa. Anch’io di mattina a malapena riesco a pronunciare qualche grugnito, ma per scrivere le Morning Pages non serve parlare.

Morning Pages, artisti e creativi

Le morning pages sono state inventate da Julia Cameron, che le ha spiegate nel suo bestseller La via dell’artista.

Andiamo con ordine.

La Cameron è – riprendo da Wikipedia – un’insegnante, autrice, artista, poetessa, drammaturga, romanziera, cineasta, compositrice e giornalista americana. Insomma, una personalità poliedrica e una vera e propria donna d’arte.

Bene, questa donna sostiene da sempre che diventare artisti e sviluppare la creatività non siano scelte obbligate solo per alcuni spiriti eletti, ma un’opportunità riservata a ognuno di noi.

Nel suo libro, idolatrato da molti, insegna proprio a diventare artisti, superando tutti i possibili blocchi psicologici e pratici che possono frapporsi tra l’eroe e il suo obiettivo.

Lo fa con un percorso della durata di dodici settimane, con una serie di esercizi semplicissimi che dovrebbero aiutare chiunque a tirar fuori quello che ogni uomo ha dentro di sé.

Tra questi esercizi ci sono, appunto, le Morning Pages.

Come fare le tue Morning Pages

Ora scendiamo nel dettaglio.

Le Morning Pages rappresentano una tecnica con regole precise, e promettono di tirar fuori spunti creativi e superare tutti i “blocchi dello scrittore”.

Per iniziare, ti serviranno:

☞ un quaderno A4
☞ una penna
☞ un momento libero di prima mattina

Sì, perché è proprio necessario che questo esercizio venga svolto appena svegli, prima di entrare in contatto col mondo esterno. Prima che lo spirito razionale prenda il sopravvento.

Puoi scrivere direttamente a letto, mentre prendi il tuo caffè, seduto alla scrivania. L’importante è che tu abbia aperto gli occhi da poco.

Cosa scrivere?

Tutto quello che ti passa per la testa: non ci sono regole. Potresti scrivere cosa dovrai fare durante il giorno, cosa hai sognato quella notte, quel pensiero che magari invece non ti ha lasciato dormire. Devi rovesciare sulla carta tutti i pensieri, in una sorta di flusso di coscienza.

Mettiamo caso che quel giorno tu debba andare da un cliente che ha difficoltà a pagarti. Bene, potresti segnare l’appuntamento e poi iniziare a ipotizzare dei metodi – legali e non violenti preferibilmente – per farti dare quella somma. Potresti proseguire sfogando la tua rabbia, con epiteti poco carini, e finire con una riflessione su quel periodo della tua vita.

Quanto scrivere?

Qui la regola c’è: 3 facciate. Tante ne prevede la cara Julia Cameron, ritenendo questo il numero perfetto, quello che ti permetterà di scavare per bene negli abissi della tua testa.

Sei scettico?

Be’, lo ero anch’io. Ma devo ammettere che la scrittura deriva, per forza di cose, da altra scrittura.

Allenarsi, scrivere di cose diverse, sempre, e soprattutto senza limiti, senza confini da rispettare, aiuta a scaricare la tensione e ad abituarsi a esprimere ciò che si prova e si pensa.

Potrei dire che questa tecnica, oltre ad aiutare nello sviluppo della creatività e nel superare l’ansia da pagina bianca, è una sorta di auto-terapia.

Il grande contro che riscontro è quello del tempo da dedicare a quest’attività: di mattina, appena svegli, con mille impegni, è difficile ritagliarsi il tempo per portare avanti questo allenamento.

Io ho risolto in questo modo: non lo faccio ogni mattina, ma circa 2/3 volte a settimana. E ho notato risultati interessanti, anche non essendo così costante.

Quindi, perché non provarci?

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