Parole e Pois

L’empatia nella scrittura: piccoli consigli pratici

empatia rappresentata da mani che si toccano

L’empatia è, innegabilmente, una dote.

Una dote non così diffusa nella popolazione mondiale, ma necessaria. Per rendere un pelino migliore il mondo in cui viviamo e per fare il nostro lavoro in modo davvero professionale e utile.

Sì, tutti dovrebbero sviluppare questo potere speciale, quello di sapersi mettere nei panni degli altri, di comprenderne il punto di vista.

Ma, a maggior ragione, chi si occupa di comunicazione.

Empatia e PNL

Si può imparare l’empatia?

Domanda difficile. Probabilmente è una predisposizione naturale, ma è comunque una caratteristica a cui si può aspirare.

  • Se un tuo amico ti sta raccontando del suo periodo difficile, tu inizi subito a parlare di quello che stai passando? Ecco, non farlo.
  • Se senti una persona lamentarsi di una situazione, parti subito per la tangente, giudicando la sua condizione? Non fare nemmeno questo.
  • Quando stai scrivendo un testo, esci dalla tua testa e cerchi di metterti in quella di chi lo dovrà leggere? Bene, hai preso la strada giusta.

Dalle abitudini quotidiane alle vicissitudini lavorative, l’empatia può essere solo un mezzo di miglioramento. Come persona e come professionista.

Ok, fantastico, ma come mettere in pratica tutto questo?

Ci viene in soccorso la PNL, la Programmazione Neuro-Linguistica, una materia tanto affascinante quanto complessa:

un approccio alla comunicazione, allo sviluppo personale e alla psicoterapia.

La PNL nasce negli anni Settanta in California, ma ancora oggi viene considerata una pseudoscienza. Si basa sulla convinzione che l’individuo sfrutti tre componenti – linguaggio, convinzioni e fisiologia – per creare percezioni, che si assemblano in una struttura che dà significato al mondo.

Andando a modificare la struttura percettiva, possiamo modificare atteggiamenti e comportamenti. Anche attraverso le parole.

Parole e relazioni

Cosa c’entra la PNL con il copywriting e l’empatia?

Applicando alcuni principi della PNL al copywriting riusciamo a creare un legame empatico con chi ci legge: questo può aiutarci a cambiare le percezioni delle persone e i loro comportamenti.

Vediamo tre piccoli suggerimenti.

1. Niente ordini, meglio i consigli.

I verbi all’imperativo ci pongono subito in una posizione subordinata. Acquista, Clicca, Scopri: quante volte li leggiamo online?

In realtà, secondo la PNL, risulterebbe molto più coinvolgente utilizzare forme indirette, quindi condurre all’azione attraverso un consiglio, in modo più morbido e amichevole.

Inconsciamente un approccio troppo diretto sembra quasi un attacco da cui dobbiamo difenderci, mentre un consiglio ci porta ad abbassare le barriere.

2. Possiamo usare i verbi servili.

Potere, riuscire, fare: sono chiavi per aprire il cuore del lettore.

Infatti, impostare una frase con uno di questi verbi e l’infinito rassicura la persona che abbiamo di fronte, crea un legame che sembra quasi una mano tesa.

  • Quindi non: Acquista il trapano più potente che ci sia!
  • Ma: Con questo trapano riuscirai a fare buchi con il minimo sforzo!

Anche qui, empatia: accompagna l’utente verso la risoluzione di una criticità e il raggiungimento di un obiettivo. Non imporgli nulla.

3. Forse questa è la scelta migliore.

Spesso si pensa di dover dare certezze alle persone, di offrire la panacea al loro male.

Ma il nostro cervello dubita di troppa spavalderia e preferisce un approccio più umano e meno infallibile. La debolezza degli avverbi di dubbio – probabilmente, forse, quasi – dà invece maggior credibilità al messaggio.

Anche in questo caso è un metodo per superare le barriere di diffidenza del lettore e per presentare il nostro messaggio in maniera più empatica e accessibile.

Questi sono tre piccoli input per rendere le nostre parole più giuste, creare legami, quindi conversazioni e relazioni. Ma anche una strada che può seguire chiunque, per migliorare nel proprio piccolo questo mondo così poco empatico.

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