Parole e Pois

Content Audit: come togliere ragnatele dai tuoi contenuti

scrivania di copywriter che fa content audit

È uno sporco lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo.

Sto parlando del Content Audit, la cosa più lontana che possa esistere dalla fase creativa del digital copywriter e blogger.

Ma, si sa, non possiamo fare solo ciò che amiamo, quindi…tirati su le maniche.

Content Audit…ehm…non saprei

Non parliamo di udito, no.

Parliamo di una parte fondamentale della strategia di Content Marketing. Quella che si fa sugli articoli, i testi, i contenuti già online, che non vengono abbandonati al loro triste destino, ma vanno accompagnati, osservati da lontano e “risistemati”.

Catalogare tutti i contenuti del tuo brand e valutarli, in modo da capire se e come allungare il loro ciclo di vita. Questo è il succo.

Ti serviranno Google Analytics, qualche tool utile, del tempo, concentrazione e – lo dico, lo sto per dire – un file Excel.

Come si fa Content Audit?

Non ho una vera tabella di marcia ma, prima di iniziare a mettere ordine tra tutti i contenuti presenti sul tuo sito (o su quello del tuo cliente) e prima di assegnare loro un “voto”, devi porti sicuramente le domande giuste.

Partiamo da lì.

Qual è il mio obiettivo? Chi sono le mie reader personas?

Penserai che questa sia la fiera della banalità, ma se non tieni ben saldi davanti a te i perni della tua strategia, sarà difficile capire quanto e come un pezzo possa essere ancora utile.

Gli obiettivi a medio e breve termine, infatti, possono variare sul lungo periodo e un articolo potrebbe rivelarsi ormai inadeguato per il tuo percorso, ma sarebbe magari un peccato buttarlo via se viene letto spesso.

Cosa fare allora?

Inizia ordinando in un file – si trovano anche dei template pronti o dei tool online – tutti i tuoi contenuti, corredati di url, metatitle, metadescription e colonne per la valutazione. Tieni sempre presente le prime due domande che ci siamo appena posti, e procedi con queste.

Il contenuto è ancora rilevante? Se hai cavalcato un trend del momento, magari non ha più senso tenere quell’articolo o forse va modificato. Assegna un voto.

Quante persone lo leggono? Google Analytics ti verrà in aiuto, per darti qualche informazione in più sui numeri di quel testo. Se l’interesse per quell’articolo è ancora vivo, dai una buona valutazione.

C’è engagement su quel post? Condivisioni, commenti, like, messaggi privati. Se una tematica ha avuto una buona presa sugli utenti, allora forse deve rimanere proprio lì dov’è. E avere un buon punteggio.

Come funziona a livello SEO? Ricontrolla il lavoro fatto sull’ottimizzazione per i motori di ricerca: un fattore importantissimo, soprattutto per testi non proprio recenti. Che voto dai?

Il post converte? E questo discorso puoi farlo soprattutto su spazi come le Landing Page, ma anche da articoli del blog. Se in un pezzo spieghi come si lavora a un task e tante persone ti hanno contattata per avere quel lavoro da te, comprandolo effettivamente, allora quel post vale tantissimo.

Bene, dopo aver stabilito una tua scala di valutazioni e aver dato un punteggio per questi fattori a tutti i tuoi articoli, avrai un quadro chiaro di fronte a te. Ora capiamo cosa fare.

Rivitalizzare, migliorare, cestinare

Già, le opzioni sono sostanzialmente tre.

  1. Un post potrebbe avere dei deficit dal punto di vista della SEO o una keyword troppo debole, o una brutta immagine. Niente è perduto, puoi tranquillamente migliorarlo e darlo di nuovo in pasto al Signor Google.
  2. Se invece il post può essere aggiornato, fallo subito. Sfrutta un contenuto che funziona per raggiungere nuovi obiettivi: aggiungi nuovi esempi per quell’argomento o modifica la call to action. Insomma, dai una rammendata e sarà più bello di prima!
  3. No, quell’articolo è stato un flop. Lascialo andare. Capita a tutti – e magari era anche il nostro preferito – e serve per capire cosa evitare d’ora in avanti. Sposta nel cestino.

Cosa manca?

Ultimo tassello della tua Content Audit: ora che hai fatto decluttering tra i tuoi contenuti e hai dato nuova linfa ad alcune parti del tuo sito, hai la visione chiara della strategia da portare avanti.

  • Quali temi non hai mai trattato, ma potrebbero essere interessanti?
  • Quale denominatore comune lega gli articoli più “forti” e come sfruttarlo ancora?

Bene, il ciclo ricomincia. Pronti alla tastiera, si inizia a scrivere qualcosa di nuovo.

NOTA BENE.
Ogni quanto va fatta la Content Audit? Io direi un paio di volte l’anno, dipende anche da quanti contenuti pubblichi mediamente.

Vuoi una buona Content Audit sul tuo blog? Scrivimi e capiremo insieme come fare questo sporco lavoro!

Lascia un commento
*
*
*

INSTAGRAM

Seguimi su @paroleepois