Parole e Pois

“How to write”: i consigli sulla scrittura di David Ogilvy

quaderno per appuntare consigli di scrittura di ogilvy

Togli le scarpe, indossa abiti consoni, copri il capo.

In questo articolo entriamo nel tempio sacro del Copywriting. Ci avviciniamo all’Oracolo, David Ogilvy, e inspiriamo profondamente: ecco i suoi consigli fondamentali sulla scrittura.

Un attimo, sai di cosa stiamo parlando?

Sono certa che non servano presentazioni ma, per non sbagliare, rinfreschiamoci un po’ la memoria.

David Ogilvy nasce in una famiglia nobile inglese nel 1911 e – udite udite – cresce nella casa di Lewis Carroll, l’autore visionario di Alice nel paese delle meraviglie.

I suoi studi sono prestigiosi, ottime scuole, college aristocratici e una borsa di studio all’Università di Oxford da cui, però, viene espulso perché troppo irrequieto. Da qui inizia un vero viaggio che lo porterà a svolgere i lavori più diversi e ad affinare le competenze che un giorno gli torneranno molto utili.

Chef, venditore di fornelli porta a porta, venditore di cucine, apprendista – grazie al fratello – dell’agenzia Mather & Crowther negli USA. Da qui, dopo un manuale di vendita scritto per i colleghi negli anni precedenti e diventato una sorta di Bibbia, viene assunto e inizia la scalata.

David riuscirà a unire nel suo lavoro l’attenzione per i dati, e il metodo, alla creatività. Diceva di sé:

Credo di essere il solo creativo importante che abbia cominciato facendo ricerca.

Durante la seconda guerra mondiale diventa una spia britannica negli USA, ma poi decide di ritirarsi in campagna. Rimane lì per circa 3 anni e poi torna sulla scena per fondare un vero impero: insieme al fratello e altri due soci crea la Hewitt, Ogilvy, Benson & Mather.

Gli inizi non saranno proprio idilliaci ma un contratto con la Guinness cambia tutto. E da qui, il resto è storia.

How to write: i 10 comandamenti del copywriting

Nel 1982 scrive questo memo, in cui inserisce quelle che secondo lui sono le basi per scrivere in modo coinvolgente e convincente.

La cosa che stupisce è che sono regole valide ancora oggi, in un mondo della comunicazione e dell’advertising così diverso da quello del secolo scorso.

Ecco i 10 consigli, riportati fedelmente per non perdere nemmeno una sfumatura:

  1. Read the Roman-Raphaelson book on writing. Read it three times.
  2. Write the way you talk. Naturally.
  3. Use short words, short sentences and short paragraphs.
  4. Never use jargon words like reconceptualize, demassification, attitudinally, judgmentally. They are hallmarks of a pretentious ass.
  5. Never write more than two pages on any subject.
  6. Check your quotations.
  7. Never send a letter or a memo on the day you write it. Read it aloud the next morning — and then edit it.
  8. If it is something important, get a colleague to improve it.
  9. Before you send your letter or your memo, make sure it is crystal clear what you want the recipient to do.
  10. If you want ACTION, don’t write. Go and tell the guy what you want.

Direi che non manca proprio nulla. Anzi, forse sì. Ci starebbe bene un bell’Amen.

Hai bisogno di un aiuto nella scrittura? Vorresti provare a mettere in pratica i 10 comandamenti di Ogilvy? Scrivimi e potremo rivedere insieme la tua comunicazione o revisionare i tuoi testi (quasi come farebbe David).

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