Parole e Pois

I miei 4 punti cardinali: persone, esperienze, autori da cui prendere ispirazione

4-punti-cardinali

Da bambina mio padre mi portava spesso a fare lunghe passeggiate, a sentire i rumori del bosco, a immaginare tutti gli animali che avevano calpestato quella stessa terra: una delle cose che mi ha sempre stupita è la capacità di orientarsi nella natura. Sarà perché io non riesco nemmeno a ritrovare la mia auto in un parcheggio! Alla vista del muschio, papà mi spiegava perché cresceva lì e perché indicava il nord, come prima di lui mio nonno mi raccontava di quando, durante la guerra, loro che erano ragazzini sgattaiolavano e ritrovavano la strada di casa osservando le stelle.

Avere dei punti di riferimento, delle briciole alla Hansel e Gretel, è fondamentale, nella vita ma anche nel lavoro. Oggi segui con me quelle che sono state le mie stelle, i miei angolini di muschio. Per capire dove andare e come fare.

Sud: Louisa May Alcott

Quale bambina non ha mai voluto essere Jo? Io ero Jo, a 6 anni, dopo aver divorato il piccolo tascabile che i miei mi avevano regalato: volevo tagliare i miei capelli, scrivere un libro, lasciare che il giovane Laurence si innamorasse di me.

Per me Louisa May Alcott è il sud, il calore, quella scintilla che mi ha fatto scoprire che in una piccola rilegatura di fogli, con fiumi di parole stampati dentro, può nascere un mondo. Ho imparato a leggere molto presto e a scuola la mia maestra mi adorava perché ero l’unica che frequentava la libreria.

Piccole Donne è stato un indizio, una voce dentro di me che si svegliava e mi diceva che non avrei potuto vivere senza libri, senza scrittura, senza immaginazione.

Est: La Professoressa di Istologia ed Embriologia

Non ricordo il suo nome, probabilmente l’ho rimosso la sera stessa che ho chiuso la conversazione con lei. Non è un personaggio famoso, ma ha segnato una svolta dentro di me, ha segnato il fondo, il punto più basso da cui risalire.

In una vita precedente, ho frequentato un anno della facoltà di Biologia, in quel periodo in cui tutti pretendono che tu trovi velocemente la tua strada, ma tu hai paura, sei confuso, forse non ti conosci nemmeno così bene. Se fossi riuscita ad andare avanti negli studi sarei diventata una Psichiatra infantile, ma mi resi conto subito che studiavo, davo esami, ma non sentivo la passione. I libri universitari erano un peso sulla scrivania, i romanzi sul comodino erano la mia isola felice.

Fu durante l’ultimo esame a L’Aquila, nella facoltà di Medicina, che incontrai questa donna: mi disse che non ero preparata – ed era vero – ma iniziò ad urlarmi contro che forse dovevo rivalutare il mio futuro, che l’università non faceva per me, che ero incapace di studiare. Il seguito furono lacrime di rabbia e di stanchezza.

Forse oggi dovrei ringraziarla: è anche un po’ merito suo se l’anno dopo sono partita per Parma da sola, verso la facoltà di Lettere. A volte, nei momenti di sconforto, mi viene in mente il suo viso, che mi ricorda dove andare.

Ovest: Annamaria Testa

Ho scoperto Annamaria Testa durante la mia specializzazione, in un corso di Linguaggio pubblicitario, quando studiavo con passione e amavo quello che stavo costruendo. Da lì ho iniziato a fare ricerche su di lei, e ho comprato molti dei suoi libri, che sono veri e propri scrigni di saggezza.

Il mestiere del copywriter l’ho conosciuto attraverso le sue parole, rileggendo le sue riflessioni, i suoi articoli, in cui non descrive quel lavoro da serie tv americana, ma una professione fatta di soddisfazioni, metodo, studio, creatività, fallimenti e difficoltà. Mancanza di ispirazione inclusa.

La semplicità e la resa di molte sue campagne mi hanno ispirata, e mi hanno fatto capire che la comunicazione dovrebbe essere innanzitutto diretta. Senza tanti fronzoli, così come piace a me.

Annamaria Testa scrive regolarmente articoli su Nuovo e Utile, una rivista fuori dagli schemi e molto interessante: potresti trovare anche tu dei buoni spunti di riflessione. Se non l’hai fatto, leggi subito almeno uno dei suoi libri.

Nord: Italo Calvino

Il nord è la stella polare, la base da cui cercare gli altri punti cardinali: per me Calvino è un obiettivo irraggiungibile, un maestro inarrivabile a cui ispirarsi.

Chi di noi non ha letto “Il barone rampante” alle elementari? Io odiavo quel libro a scuola, non ne capivo il senso, non riuscivo a comprenderne la direzione. Preferivo la storia di Cipì, elementare, senza tanti scossoni, ma con una finalità concreta.

Molti anni dopo, nel corso di Letteratura Italiana, ma ancor di più in quello di Teoria della Letteratura, rincontrai Calvino e lessi una delle sue frasi, che aprì per me un nuovo modo di vedere alle cose, anche nella vita.

Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è supeficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.

Da qui partì una curiosità irrefrenabile per questo autore, per le sue “Lezioni americane”, un’opera dal valore inestimabile. Un’ammirazione profonda per il suo modo di scrivere: così semplice, diretto, conciso e così vero, pregnante, pieno. Se potessi scegliere di far reincarnare in me uno scrittore, sceglierei Calvino, a occhi chiusi.

Poi ho capito perché Calvino scrisse “Il barone rampante”, e la ricchezza di quell’opera. Il libro che ti consiglio è “Le città invisibili”, per me un capolavoro di scrittura.

Potrei aggiungere tante altre persone, che mi hanno ispirato e mi ispirano ogni giorno, anche da un punto di vista molto più personale. Ma questi sono i passaggi fondamentali alla base delle mie scelte professionali, e sono curiosa di sapere quali sono stati i tuoi!

Lascia un commento
*
*
*

INSTAGRAM