Parole e Pois

4 parole che non usiamo più (ma è interessante conoscere)

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L’italiano è la lingua delle sfumature, del dettaglio, della complessità ma, come tutte le lingue, è anche un “organismo” vivente, che cambia e si adatta ai tempi che viviamo e alle esigenze dei parlanti.

Per questo alcune parole scompaiono dai nostri vocabolari, ma non per questo dobbiamo dimenticarle.

L’italiano di oggi e di ieri

Sono tanti i cambiamenti che, col passare del tempo, influiscono su dizionario, grammatica e sintassi: a meno che non parliamo di una lingua morta – come il latino – è insito nel concetto stesso di lingua l’idea dell’evoluzione.

Dopotutto l’italiano è un mezzo per comunicare, un codice accettato dalla comunità per scambiarsi informazioni, fortemente influenzato dal contesto esterno.

Tra le novità più dibattute del momento ci sono:

  • l’accettazione di nuovi termini nei nostri vocabolari: come spoilerare, googlare o anche il celebre caso di petaloso;
  • il genere femminile per alcuni nomi – soprattutto di professioni – mai usati prima: come il tanto dibattuto sindaca;
  • l’uso di parole inglesi nella nostra lingua parlata: pensiamo a brief, brunch, call e tante altre.

Bene, partendo dal presupposto che anche io sono una grammarnazi, penso allo stesso modo che non bisogna cadere negli estremismi: no a un uso sbagliato dei termini inglesi – soprattutto se hanno un equivalente italiano – ma anche no a uno sterile immobilismo.

Le parole che non ti ho detto

Di contro alle nuove arrivate abbiamo delle parole che sono uscite dall’uso comune, e a volte anche dai dizionari. Ne ho scelte quattro, che mi hanno particolarmente incuriosito.

Pronto a scoprirle?

Sagittabondo

Probabilmente questo termine deriva dal segno zodiacale, il Sagittario.

Se riesci ad immaginare proprio l’iconografia ricorderai un centauro con un arco e la freccia puntata: ecco, il termine sagittabondo indica proprio colui che è in grado di far innamorare semplicemente con uno sguardo.

Una sorta di latin lover dallo sguardo che strega. Diciamo che Jesse Williams è un sagittabondo (e se non sai chi è, è davvero grave!).

Trasecolare

La sua origine la definirei poetica e anche questa arcaica: la parola trasecolare viene dal termine secolo, usato con il significato di cosa terrena.

È una parola potente e – a mio parere – meravigliosa: trasecolare vuol dire stupirsi, rimanere a bocca aperta talmente tanto da perdere il contatto con la nostra dimensione ed entrare in un mondo altro. Uno sgomento, uno stupore che, seppure per qualche momento, allontana qualsiasi altro contatto, pensiero e sentimento.

All’incirca quello che hanno provato le aspiranti mogli di Harry d’Inghilterra quando ha annunciato di sposare un’americana divorziata.

Sciamannato

Il suo significato letterale è: “disfare la manna”.

La manna, come ricorderai dal catechismo, deriva dall’ebraico e indica un dono, un regalo. Lo sciamannato è, in soldoni, una persona molto disordinata, nelle cose ma anche nell’abbigliamento.

Se guardassi la mia scrivania mentre lavoro, penseresti che sono una vera sciamannata.

Gaglioffo

L’etimologia non è chiara: potrebbe venire dall’unione di gagliardo e goffo, da una deformazione del termine califfo o da una parola spagnola.

In ogni caso, il gaglioffo è un buono a nulla, un furfante, una persona non raccomandabile. Il termine ha anche un gusto piuttosto ridicolizzante e negativo, di certo non indica il fascinoso bad guy.

Machiavelli scriveva, nella sua Lettera a Francesco Vettori, che esiliato da Firenze, in campagna la sera si “ingaglioffava” giocando coi simpatici bifolchi del luogo.

Hai altre parole da suggerirmi? Scrivile nei commenti!

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