Parole e Pois

Favole da Copy: 4 cose che ho imparato dai cartoni Disney

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Piatto di pasta, mani agganciate alla sedia, faccia sconfortata di mia madre. In uno scatto si riassume la mia totale mancanza di appetito fino ai 9 anni, una fase conclusa e mai più riaperta.

La soluzione fu presto trovata dai miei giovani genitori disperati: cartoni animati.

Le videocassette della Disney iniziarono a girare negli ingranaggi del videoregistratore a rotta di collo, perché nel momento in cui il film finiva, si chiudeva anche quel piccolo momento di pace e piatti spazzolati. Ancora oggi sono una patita della Disney, penso di sapere l’intera filmografia a memoria, e probabilmente i tanto discussi messaggi occulti sono ormai annidati nel mio cervello.

Ma cosa ho imparato davvero da questi capolavori di animazione?

1. La positività è il segreto di una vita piena.

Uno dei miei cartoni preferiti è Aladdin, il cui protagonista per me ha rappresentato il vero principe azzurro. Altro che l’imbalsamato di Cenerentola.

Un personaggio in particolare mi ha fatta divertire, ridere e riflettere: il Genio della Lampada. Brillante, energico, pieno di risorse, questo magico aiutante di Aladino divertiva i bambini ma allo stesso tempo riusciva a rimanere positivo anche se era, in realtà, uno schiavo. E si dimostra un vero e proprio migliore amico per il protagonista, tanto che alla fine questo, che dovrebbe essere il suo padrone, gli fa il dono della libertà.

Una storia nella storia, che dovrebbe però farci riflettere sul pensiero positivo e sull’amicizia.

2. Bisogna avere una libreria in casa. Capiente.

Il secondo cartone animato che adoro, da sempre, è La bella e la bestia. Sorvolando sul fatto che ancora oggi potresti interrogarmi su ogni dialogo e canzone e io riuscirei a ricordare tutte le parole, sono due le scene che mi hanno sempre colpita maggiormente, sin da bambina.

La prima è quella in cui Belle, appena rinchiusa nel castello e assente alla cena col padrone di casa, si addentra nella celeberrima Ala Ovest, dove le era stato intimato di non andare. Partendo dal presupposto che io ho sempre odiato i film con eccessiva suspense, in questo momento mi ripetevo in testa «Ma perché??» e, una volta che Belle entrava nella stanza e vedeva il ritratto della Bestia, subito scoperta dal soggetto inferocito, puntualmente – anche se sapevo cosa sarebbe accaduto – rimanevo gelata.

La seconda scena invece era quella in cui mi dicevo in testa «Wooooow», ed era quella in cui, quando ormai i due protagonisti iniziano a nutrire sentimenti disneyani, la Bestia portava Belle nella enorme Biblioteca: una stanza piena di libri, una sorta di biblioteca di Babele alla Borges, un Cimitero dei Libri Dimenticati alla Zafón.

Sogno ancora di avere una libreria che sia anche la metà della metà della metà di quella che si aggiudicò Belle nel matrimonio con la Bestia tornata principe.

3. Abbi fantasia, sempre.

Questo cartone mi ha sempre affascinata, la protagonista è una rossa rivoluzionaria e romantica, e i personaggi secondari sono divertentissimi. Sto parlando della Sirenetta, o Ariel, che nella versione Disney della favola nel finale rimane viva e vegeta, sposa Eric dagli occhi azzurri e ottiene anche le gambe.

Una delle scene memorabili di questo cartone è quella in cui la protagonista, affetta da una sindrome di curiosità acuta verso il mondo degli umani che vivono sulla terraferma, recupera oggetti dai relitti inabissati e chiede informazioni su questi utensili a uno dei suoi amici: Scuttle il gabbiano, un personaggio comico ma leale. Questo, in realtà poco informato sulla vita degli uomini, inizia ad inventare nomi fantasiosi e usi improbabili per oggetti di uso comune, come forchette e pipe.

L’arricciaspiccia e il Soffia Bla Bla – dell’epoca Preisterica – sono sicuramente locuzioni note a chi ha visto questo piccolo gioiello Disney.

4. Non perdere mai il senso dell’umorismo.

Mulan è una giovane donna che non aspira a sposare un uomo di buona famiglia, come vorrebbe la consuetudine, ma vuole aiutare suo padre e decide di arruolarsi nell’esercito, fingendosi un uomo. Nel 1998 inizia la svolta femminista e anticonformista della Disney, di cui Mulan è una delle prime rappresentanti.

Ero già grandicella quando uscì questo cartone ma, avendo una sorella più piccola, l’ho guardato mille volte ed è diventato uno dei miei preferiti, grazie alla sua trama, al gusto orientale e ai personaggi spassosi che lo abitano. Il mio preferito è sicuramente quello della nonna di Mulan.

Nonna Fa è una vecchietta che non ha perso il buonumore: maliziosa e buffa, adora sua nipote, accetta la sua missione e il suo futuro e chiede agli “antenati” di proteggere il suo cammino.

Se ti manca uno di questi cartoni, devi assolutamente recuperare. Se hai altri film Disney preferiti, condividili con me: lasciami un commento!

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