Parole e Pois

4 cose che ogni copywriter odia del Natale

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Si avvicina la festa del pandoro, dei torroni, dei regali e dei parenti in pellegrinaggio verso casa tua: sì, il Natale, che regala anche amare situazioni al copywriter.

Il lavoro del copy sui progetti natalizi dei suoi clienti inizia molto prima di dicembre, solitamente già sul finire dell’estate. Viene definita una linea, le attività da svolgere, la pianificazione e si iniziano a fabbricare i contenuti.

Il primo anno di lavoro, da amante del Natale, ero impaziente di vivere questo momento anche in ufficio. L’entusiasmo è durato davvero poco, e queste sono 4 delle cose più odiose che questo periodo riserva ai copywriter.

1. Il calendario dell’avvento

Quando ci si mette a tavolino col cliente per decidere la programmazione natalizia, arriva lui.

«Perché non ci inventiamo qualcosa tipo calendario dell’avvento?»

Ora, se l’azienda produce profumi, giocattoli, prodotti che possono diventare doni, ok, si può fare. Ma se l’azienda produce bulloni, come pretendiamo di inserirli in un conto alla rovescia verso il Natale?

La conclusione è che ormai gli unici calendari dell’avvento che ammetto in casa mia sono quelli della Lindt.

2. Gli articoli del Blog sul Natale

Secondo tasto dolente: adattare le pubblicazioni del Blog al periodo.

Lo sto facendo anche in questo momento, ma in modo simpatico – spero! – e scanzonato. Stesso discorso per temi che si possono inserire in modo interessante e coinvolgente nel filone natalizio.

Il problema si pone quando sono tanti anni che lavori con un’azienda e ogni anno devi inventarti un modo nuovo di vedere il Natale: questo richiede pomeriggi di ricerche, brainstorming e risultati non sempre entusiasmanti.

3. Gli auguri

«Dobbiamo fare gli auguri ai clienti».

Certamente, rispondo io. Ma anche io devo fare gli auguri ai miei clienti?

Qui inizia una vera e propria catena di Sant’Antonio in cui tu scrivi gli auguri che i tuoi clienti devono fare ai loro clienti, ma allo stesso tempo anche i tuoi clienti si aspettano i tuoi auguri perché sono tuoi clienti.

Ecco, non voglio dire altro.

4. I bigliettini per parenti e amici

L’ultimo punto è però il più odioso e si verifica sempre quando pensi di esserti liberata del Natale e di tutte le sue beghe in ufficio.

Non sei alla scrivania, sei a casa tua e stai preparando i pacchetti che di lì a poco consegnerai ai tuoi cari. I tuoi suonano alla porta.

«Ci scrivi il bigliettino di auguri? Dai, per te è semplice, noi non sappiamo che inventarci».

Ecco, questo è davvero il momento peggiore per il copywriter.

Ma per affetto si supera anche questa, in fondo a Natale siamo tutti più buoni. Giusto?!

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