Parole e Pois

Brand naming: 4 storie per 4 icone

led che parla di storie sui brand naming

La scelta di un nome è sempre un momento delicato.

A mio parere anche quando si tratta di umani, ma soprattutto nel caso delle aziende. Il naming rimane, infatti, un lavoro che viene affidato ai copywriter non con la giusta frequenza.

Ma spesso è proprio il nome a segnare il futuro di un brand. Sicuramente conosci queste 4 icone, ma forse non conoscevi la storia del loro naming.

Kodak

Diciamo subito che è un neologismo, è una parola che non ha alcun significato e che è nata proprio dall’intuizione di George Eastman.

Il fondatore voleva rendere la fotografia qualcosa di adatto anche ai non professionisti, qualcosa di semplice, utile e piacevole. Nell’800 nasce così la prima macchinetta fotografica per la massa.

Ma come nasce il suo nome? Mister Eastman voleva:

un nome breve, vigoroso, facile da pronunciare.

Inoltre, vista la legge sui marchi, opta per un nome senza significato, in modo da riuscire a preservarlo più facilmente.

Sceglie così la lettera k, che vede come forte e incisiva, e inizia a sperimentare varie combinazioni per ottenere una parola che iniziasse e terminasse con questa k.

Il risultato mi sembra più che azzeccato!

Bacio

La leggenda narra che il delizioso Bacio Perugina venne fuori dall’intuizione di una donna dalle mille sfaccettature, Luisa Spagnoli.

Luisa provò ad impastare gli scarti della lavorazione dei dolciumi, in pratica pezzettini di nocciola, con del cioccolato. Uscì fuori questo strano “prodotto”, dalla forma irregolare, che ricordava quasi un pugno chiuso con l’aggiunta della nocciola intera in alto.

La scelta fu quindi obbligata: il cioccolatino venne battezzato Cazzotto.

Sì, hai letto bene: fu poi Giovanni Buitoni, AD della Perugina, Presidente della Buitoni nonché amante di Luisa, a rivedere questa decisione, convinto che regalare dei Cazzotti non fosse proprio una buona idea.

I Cazzotti diventarono così Baci: ma non dobbiamo pensare che presero subito quel mood romantico che oggi conosciamo bene. Solo anni dopo Seneca, direttore artistico dell’azienda, ebbe l’intuizione del messaggino d’amore: anche questo verrebbe dall’abitudine di Luisa di arrotolare i cioccolatini, da mandare a Giovanni per il controllo, con brevi frasi d’amore.

Una storia dal sapore dolce e amaro, in un naming che ormai è leggenda.

Lush

Cambiamo completamente genere, e torniamo nella nostra epoca.

Amo i prodotti Lush – meno i commessi – e la loro idea di cosmesi naturale, nel rispetto del benessere di persone, animali e dell’ambiente. Anche il nome del brand non mi dispiace affatto, e ho fatto a questo proposito una ricerca.

La loro idea è stata quella di puntare su qualcosa di suggestivo, che suggerisse appunto una sensazione, in modo da differenziarsi dai brand simili che usavano nomi descrittivi, lavorando sulle parole “bio”, “eco”, “green”.

Lush è un vocabolo del dizionario inglese che potremmo tradurre con lussureggiante, florido, esuberante. I suoni che evoca sono quelli della leggerezza, della fluidità, quasi una carezza. È il pay-off che spiega, poi, quali sono i prodotti dell’azienda: Fresh Handmade Cosmetics.

Perfetto quindi, nel significato e nel significante per questo brand e per la sua filosofia.

Etsy

Ok, torna di nuovo la mia mania per l’artigianato. Ma ho inserito Etsy in questo articolo perché la storia del suo nome si intreccia con un mio ricordo di bambina. E mi ha fatto ridere davvero di cuore.

Uno dei fondatori, Kalin, ha raccontato che voleva un neologismo, per costruire il brand da zero nell’ormai lontano 2005. Era nel suo loft di New York a guardare un film di Fellini, in lingua italiana e sottotitolato in inglese.

Improvvisamente, l’ispirazione:

Scrivevo quello che sentivo e in italiano dicono spesso Eh sì.

Dalla nostra tipica esclamazione viene fuori la trascrizione di Kalin, e dal nulla viene fuori Etsy.

Ora ti starai chiedendo, ma cosa c’enti tu con questa storia di Fellini, New York e artigiani? Nulla, ma so bene che gli americani pronunciano davvero il nostro Eh sì in Etsy.

Ti racconto. Buona parte della famiglia di mio nonno emigrò in America nel primo Novecento: zii, cugini, discendenti vari tornavano a farci visita quando ero bambina. Ricordo bene i capelli cotonati di quelle donne, i loro completini, i rossetti stesi in pieno stile It, e la loro lingua: mi sedevo di fianco a mia nonna, che comunicava con loro in un mix di dialetto stretto e americano, e questo slang mi faceva morire dal ridere.

Mi ricordo proprio di questa parente che mescolava l’Eh sì italiano con l’And so americano. Il risultato: Etsò.

Per questo, a mio parere, la storia di Kalin e di Etsy non fa una piega.

Vorresti anche tu un nome che trasformi il tuo brand in icona? Scrivimi e spiegami cos’hai in mente: scommetto che potrei aiutarti a trovare l’idea giusta!

Lascia un commento
*
*
*

INSTAGRAM

Seguimi su @paroleepois