Parole e Pois

4 autori che hanno scritto un solo romanzo (ed è entrato nella storia)

autori che hanno scritto un solo romanzo

Ogni copywriter ha un romanzo nel cassetto.

Sì, dai, sono sicura che anche tu sogni di dare alle stampe, prima o poi, quella storia tormentata che hai buttato giù tra un brief e un rational.

E magari sarebbe anche l’unico che riusciresti a pubblicare, ma non per questo non potrebbe essere degno di nota. Come è successo a questi 4 grandi scrittori che, con un solo romanzo, sono entrati nella storia della letteratura, e non solo.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Il Gattopardo

Il caro Giuseppe, amante della lettura e della solitudine, scrisse un’opera immensa negli anni Cinquanta.

Un affresco quasi epico dei non-cambiamenti della Sicilia risorgimentale, che però nessuna casa editrice voleva far diventare un vero libro. Mondadori ed Einaudi rifiutarono la storia e lo scrittore, purtroppo, nel frattempo scoprì di essere malato e si spense.

Solo nel 1958, Elena Croce (traduttrice e scrittrice) lo fece conoscere a Giorgio Bassani (scrittore e politico): così il manoscritto finì sulle scrivanie della Feltrinelli e l’anno dopo vinse anche il Premio Strega.

Un solo romanzo, postumo, ma un pezzo della letteratura italiana contemporanea che ha dato vita a uno dei film più iconici del cinema italiano, con Visconti.

J.D. Salinger

Il giovane Holden

J. D. Salinger ebbe una vita piuttosto normale. Ci furono due eventi, nella sua esistenza, che riuscirono a rompere qualcosa: il primo fu l’ingresso in un campo di concentramento, in Germania, alla fine della Guerra. Il secondo fu la pubblicazione del suo romanzo.

Salinger ha scritto moltissimi racconti nella sua vita, molti pubblicati, ma un solo romanzo: Holden ebbe un successo enorme, venne amato dai giovani e odiato dai benpensanti. Troppo estremo, troppo scabroso, troppo volgare.

L’adolescenza di questo ragazzo, molto autobiografica, viene amplificata e messa nero su bianco negli anni Cinquanta, ma rimane ancora oggi una storia cult, entrata nell’immaginario americano.

La fama e lo scalpore attorno a questo romanzo sconvolsero la vita di Salinger che si rinchiuse in se stesso e, nonostante i vari annunci di nuovi testi pronti da stampare, niente di nuovo arrivò alle case editrici. L’autore decise di scrivere solo per sé, di rimanere nell’oscurità, di rifuggire la celebrità.

Boris Pasternak

Il dottor Živago

Pasternak era un uomo di cultura, amante della musica e poeta, nato nel momento sbagliato e nel posto sbagliato.

Il dottor Živago raccontava un mondo che non poteva farsi conoscere, nelle sue logiche e nei suoi meccanismi più torbidi, oltre la cortina. L’Unione Sovietica rifiutò di pubblicare quel libro, censurato, e perseguitò lo scrittore, costretto a vivere infine in povertà.

La prima pubblicazione di questa grande opera avvenne proprio in Italia, con la Feltrinelli, e le traduzioni quasi immediate elessero il romanzo a vero e proprio simbolo di opposizione al regime.

Fu così che, addirittura, Boris vinse il Premio Nobel per la Letteratura nel 1958. E qui la vicenda è singolare.

Il regolamento prevede, infatti, che l’opera debba essere stata pubblicata nella lingua madre dell’autore. Requisito che mancava a Il dottor Živago. Grazie a un lavoro d’intelligence, venne rintracciata una copia in russo che permise di assegnare l’ambito premio a Pasternak. Che inizialmente mandò un telegramma di ringraziamento a Stoccolma ma, poco dopo, dovette rinunciare allo stesso, sotto pressioni del KGB.

Un passato non troppo lontano che pone ancora oggi tanti interrogativi.

Margaret Mitchell

Via col vento

180.000 copie vendute in 4 settimane, 1 milione in sei mesi, 30 milioni oggi.

Tradotto in 37 lingue, vincitore del Premio Pulitzer e candidato al Premio Nobel per la letteratura nel 1937, Via col vento rappresenta una delle opere più conosciute e più amate della letteratura occidentale.

Margaret Mitchell fu una donna intraprendente, dotata di talento e tenacia: scrisse il suo romanzo in 10 anni e venne ricompensata con una notorietà che prosegue ancora fino ai giorni nostri.

Anche il colossal americano, che fa rivivere la storia e il melodramma concentrati nel suo libro, ha contribuito a far entrare Rossella e gli altri nell’Olimpo dei grandi personaggi dell’arte.

La scrittrice proseguì, dopo la seconda guerra mondiale, la sua produzione letteraria, ma morì improvvisamente e non volle pubblicazioni postume. Negli anni successivi vennero ritrovati altri manoscritti, ma Via col vento, di certo, le ha permesso di mettere il suo nome tra i grandi della narrazione.

Condividi questo articolo con chi, forse forse, è il caso che si decida a tirare fuori quel romanzo dal suo cassetto!

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