Parole e Pois

4 grandi autrici dimenticate della letteratura italiana

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Manco a dirlo, la mia materia preferita a scuola era Letteratura italiana. Ma nei programmi ministeriali hanno sempre dimenticato di inserire alcune grandi scrittrici, donne che non sono riuscite ad arrivare alla gloria perché vissute probabilmente nel momento sbagliato.

Voglio presentarvele, non per una sorta di #MeToo all’indietro, ma per scoprire un lato della letteratura e della realtà che non abbiamo mai conosciuto.

Compiuta Donzella

Iniziamo da una poetessa, la prima donna ad aver scritto componimenti in lingua volgare italiana. Il mistero regna su questa figura enigmatica, che ha lasciato solo tre sonetti in eredità: secondo alcuni non sarebbe mai esistita, altri hanno dubbi sul nome, probabilmente uno pseudonimo, mentre riportano il Donzella al possibile stato di nubile dell’autrice.

Secondo gli studiosi si tratterebbe di una giovane nobile fiorentina, estremamente colta, che racconta delle fanciulle, delle “malmaritate” che non possono sottrarsi a una vita in cui, in ogni caso, hanno un padrone, che sia un marito scelto per loro o un signore.

Una femminista ante litteram che non compare nei manuali di letteratura, ma viene ricordata anche da celebri intellettuali del tempo, come Guittone d’Arezzo.

Ada Negri

Il nome probabilmente non è nuovo, ma chi ha mai davvero letto un libro scritto da questa autrice?

La vita di Ada inizia in un palazzo, quello Barni-Cingia a Lodi, ma non è figlia dei signori, bensì di una cameriera. Studia, grazie agli sforzi della madre, diventa maestra e scrive su giornali e riviste. La sua prima opera di poesie, sul finire dell’Ottocento, ha un grande successo, tanto che vince il Premio Giannina Milli e riceve il itolo di docente ad honorem dal Ministro dell’Istruzione.

Negli anni successivi entra anche negli ambienti politici, dove conosce Turati, Mussolini, Anna Kuliscioff. I temi a cui inizia ad interessarsi sono quelli del sociale, delle donne e dei poveri e li riporta anche nelle sue opere.

Si trasferisce all’estero, alla fine del suo matrimonio, e pubblica un libro in cui ripercorre la sua vita, “Il libro di Mara”, che le varrà la definizione de “la più nostra e la più moderna delle scrittrici italiane”.

Amalia Guglielminetti

Una vita complessa, tante opere e un nome che sfugge tra le pagine dei libri di scuola.

Amalia viene da una famiglia dell’alta borghesia ma, sin da giovanissima, vuole sfuggire alla rigida istruzione e disciplina imposta in casa. Inizia subito a scrivere e nei primi del Novecento frequenta il circolo di cultura torinese, dove intreccia anche una relazione con Guido Gozzano.

Definita da un altro suo grande amore “istrice di velluto”, la scrittrice finirà anche ricoverata in clinica per una di quelle tanto frequenti crisi di nervi delle donne dell’epoca. Si ritirerà dalla scena letteraria e passerà a fare pubblicità.

Le sue opere descrivono donne dannunziane, descrivono l’amore, anche quello carnale, tanto che il suo romanzo “Quando avevo un amante” verrà sottoposto a processo per oltraggio al pudore. Giacinto Cottini in un suo articolo la porterà nell’Olimpo della letteratura italiana, ma, in realtà, quel posto non sarà mai davvero di Amalia.

Sibilla Aleramo

Questa scrittrice è molto più famosa delle altre, ma non è ancora entrata nei programmi di istruzione. Personalmente, consiglierei la lettura del suo libro “Una donna” a scuola, e in generale a tutte le persone del mio sesso.

Rina Faccio, questo il suo vero nome, deve sposarsi a quindici anni: un matrimonio riparatore che finirà pochi anni dopo quando lei inizierà la sua “seconda vita”, abbandonando marito e figli. Vivrà la vita intellettuale dell’epoca, dai Futuristi a Parigi, alla Deledda e a Campana, amori contrastati, passione, scrittura e politica.

La cosa che più colpisce delle sue opere è la vividezza del testo, la passione, e poi la verità che viene narrata, l’altra faccia della realtà: “Una donna” è il racconto della sua vita ed è la prima opera femminista italiana.

Ubbidisci al comando della tua coscienza, rispetta sopra tutto la tua dignità, madre: sii forte, resisti lontana, nella vita, lavorando, lottando.

Quattro donne, quattro penne, quattro vite: uno sguardo alla letteratura non ufficiale e opere che qualsiasi persona si faccia portavoce di campagne a favore delle donne dovrebbe aver letto.

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