Parole e Pois

4 consigli per un editing a prova di GrammarNazi

persona che fa editing seguendo questi consigli

Sono tra noi. Ci osservano, ci spiano, sono armati di penne blu.

Sto parlando dei GrammarNazi che si aggirano sul web, spulciano blog e pagine Facebook pronti a scovare l’errore.

Ma a chi non è mai capitato di individuare, solo dopo la pubblicazione, un refuso nel suo testo?

Se hai risposto no, sappi che non ti credo. Non credo che tu non abbia mai provato quel misto di ansia, incredulità – del tipo “Ma come ho fatto a non vederlo?!” – e odio verso te stesso.

Questi 4 consigli di editing sono per te, che sei uno di noi.

1. Potere del correttore, vieni a me!

Se usi Word, starai combattendo una dura – e infinita – battaglia con il correttore ortografico. Uno strumento che a volte può rivelarsi utile, ma spesso finisce solo per confonderti ancora di più in un momento così delicato.

Ti consiglio, invece, di appoggiarti a piattaforme specializzate nella correzione di bozze. Una di queste, consigliata anche da editor professionisti, è EdOra.

Non ti aiuterà con gli errori grammaticali, ma è perfetta per le ridondanze, la spaziatura, le maiuscole e la punteggiatura. Inoltre, ti permette di avere una serie di statistiche sul testo.

Finirà tra i tuoi preferiti!

2. The day after

Il consiglio di base per fare un buon editing è sempre quello di rileggere.

La scrittura viene fatta solitamente in un’unica soluzione, che sia di getto o per step ordinati. Ma, una volta conclusa, il nostro cervello è come annebbiato dal momento.

Rileggere dopo un giorno – o se ti sei ridotto all’ultimo almeno dopo qualche ora – ti permetterà di avere una visione fresca e di notare strafalcioni, parti di cui puoi comodamente fare a meno, ripetizioni ed errori di punteggiatura.

Insomma, dormici su!

3. Chiedo l’aiuto da casa!

Non hai un collega copywriter buono e gentile, che potrebbe buttare un occhio sul tuo testo?

Sono sicura di sì, e se si rifiuta al massimo puoi proporgli uno scambio di riletture. Lui riuscirà a cogliere i piccoli errori e a proporti un nuovo punto di vista su espressioni a cui chi scrive è, in qualche modo, assuefatto.

Dopotutto quattro occhi sono meglio di due!

4.  Ascolta il tuo testo

La tua ultima rilettura, per essere davvero chiara, deve essere a voce alta.

Solo scandendo bene le parole, rispettando la punteggiatura e sentendo come “suona” quello che hai appena messo nero su bianco, riuscirai davvero a capire se devi ancora apportare qualche modifica.

Soprattutto per i testi importanti, una garanzia. Una tecnica infallibile.

Ora hai tutto quello che serve per costruire una vera fortezza attorno ai tuoi testi, in modo da difenderli dagli attacchi dei GrammarNazi. E ricorda, non sei solo nella ricerca del refuso nascosto.

Proteggi i tuoi testi e affidati a un copywriter: contattami se hai bisogno di un correttore di bozze!

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